Il piccolo Granducato dell’Europa centro-settentrionale cela nei suoi meandri un calderone di cultura, arte e architetture che ha pochi eguali nel Vecchio Continente

Il vecchio adagio recita: nella botte piccola c’è il vino buono. Un detto popolare che ben si adatta al Granducato del Lussemburgo, angolo cosmopolita e museo a cielo aperto nel cuore d’Europa. Fortemente attrattivo dal punto di vista sociale, culturale e lavorativo questo Stato, con le sue caratteristiche così peculiari, ben si presta a un viaggio fuori dai soliti schemi, le cui tematiche trainanti sono quelle dell’arte e della cultura.

Visitando la capitale del Lussemburgo, Lussemburgo appunto (curiosamente, è forse l’unico caso al mondo nel quale nome dello Stato e della capitale coincidono) ci si accorgerà con incredibile velocità dell’alternarsi armonico e quasi benefico di culture e lingue che fanno di una nazione grande appena il doppio di Roma un crocevia emozionante di conoscenze.

La Città Vecchia di Lussemburgo, così come le sue antiche fortificazioni, sono iscritte dal 1994 al Patrimonio dell’Umanità UNESCO, a testimonianza di una storicità del territorio che è stata valorizzata in epoca contemporanea anche dal punto di vista turistico.

Particolarmente importante per la Capitale è stata inoltre la nascita di un’Europa politicamente e istituzionalmente unita. Contesa per secoli tra Francia, Paesi Bassi e Lussemburgo la piccola nazione ha goduto dal secondo dopoguerra a oggi di una stabilità che le ha permesso di divenire sede di molte istituzioni comunitarie, dalla Corte di giustizia al segretariato del Parlamento, fino alla Commissione europea e all’Istituto statistico Eurostat.

Un quadro d’insieme che oggi è possibile apprezzare passeggiando lungo i canali della Città bassa, ammirando le successioni armoniche di antichi edifici e nuovi palazzi del potere e della cultura, dove una popolazione variegata si incontra e si ritrova.

Tra i massimi esempi del “nuovo Lussemburgo” troviamo il MUDAM, il Museo d’Arte Contemporanea MUDAM. Il complesso, che prende il nome dal padre dell’attuale Granduca Enrico scomparso nell’aprile 2019, è stato inaugurato nel 2006 nello spazio anticamente occupato dal Forte Thungen. Al suo interno i visitatori possono trovare esposizioni temporanee e una collezione permanente di opere di numerosi artisti contemporanei, a Marina Abramovic a Steve McQueen, da Kara Walker a Fiona Rae.

L’arte è del resto fondamentale nella vita culturale lussemburghese, come dimostra l’appuntamento con la Luxembourg Art Week, che si svolgerà nel mese di novembre. Si tratterà di un evento a caratura fortemente internazionale, con la partecipazione di sessanta gallerie provenienti da numerosi paesi del mondo, per la nascita di un palcoscenico adatto a lanciare le nuove leve dell’arte moderna. La “Settimana dell’Arte” sarà inoltre arricchita dal tradizionale appuntamento con il Salon du Cercle Artistique, una rassegna aperta al pubblico a carattere letterario, cinematografico e non solo.

Nel mese di ottobre, invece, spazio alle raccolte museali lussemburghesi nella cosiddetta Notte dei musei di sabato 12 ottobre. La manifestazione prenderà il via alle ore 18.00 e proseguirà fino a serata inoltrata, permettendo così di apprezzare le opere ivi conservate e partecipare a spettacoli ed eventi tematici di sicuro interesse.

Visitare il Lussemburgo durante tutto l’anno non è soltanto piacevole, grazie alla vasta proposta turistica che offre, ma anche facile. Raggiungere il Granducato dalle più importanti destinazioni italiane è molto facile con i voli Luxair. La compagnia aerea lussemburghese propone infatti collegamenti quotidiani da Milano, Roma e Venezia, con ulteriori collegamenti che in estate permettono di raggiungere la capitale anche da Bari, Napoli, Rimini, Lamezia Terme, Palermo, Catania, Olbia e Cagliari e dall’estate 2020 anche da Firenze, con prezzi che partono da soli 79 euro andata e ritorno.

Articolo di Stefano Maria Meconi

Credits foto apertura: @ Alfonso Salgueiro