Nel Granducato la cultura è un settore di grandissimo rilievo, come dimostrano alcuni dei suoi personaggi più noti

Musica, arte e spettacolo rappresentano solo alcune delle declinazioni della cultura lussemburghese, in una scenografia unica sul panorama europeo. Pittori come Edward Steichen, musicisti come Gustavo Gimeno e cuochi come Illario Mosconi hanno permesso di declinare “alla lussemburghese” una tradizione e generi che provengono dai quattro angoli del globo.

È la dimostrazione del profondo appeal che il piccolo Granducato, immerso in quella regione storico-economica chiamata Benelux (dai nomi di Belgio, Paesi Bassi e appunto Lussemburgo) ha negli emigranti che decidono di lasciare le loro terre natie per trasferirsi qui, in questo angolo del Nord Europa ormai divenuto crocevia di culture dei quattro angoli del globo.

Prendiamo ad esempio la vita di Marco Godinho, artista contemporaneo che si divide tra Parigi e Lussemburgo Città. Le sue opere, un incontro di riflessioni e spazi di estro artistico, sono spesso state esposte al Musée d’Art Moderne Grand-Duc Jean (Mudam). Una struttura grandiosa, concepita architettonicamente a Ieoh Ming Pei, l’autore della Piramide di vetro che domina l’ingresso al Musée du Louvre a Parigi.

All’interno di questo museo contemporaneo, aperto meno di quindici anni fa, spazi espositivi e funzionali fanno parte di un progetto unitario, dove architettura e arte si incontrano e definiscono insieme il linguaggio comunicativo della cultura.

E sempre parlando di architettura non si può che parlare di François Valentiny, fondatore di quella Fondazione di interesse pubblico, così come riconosciuta dal governo lussemburghese nel 2014, che partendo dal lavoro di questo genio dei giorni nostri si occupa di valorizzare progetti pubblici e privati nei campi dell’architettura, della pedagogia, della società e del turismo. Valentiny è un personaggio di rilievo nel Lussemburgo d’oggi giorno, ha rappresentato il suo paese alla Biennale di Venezia del 1991 e ha progettato il padiglione con il quale il Granducato ha preso parte allo Shanghai Expo 2010.

Dai palazzi alla musica, arriviamo alla Philarmonie Luxembourg, la filarmonica di Stato per la quale hanno dato il loro fondamentale contributo negli ultimi anni due nomi di massimo livello nelle sette note, Gustavo Gimeno e Francesco Tristano. Il primo è il direttore d’orchestra dell’opera dal 2015, e dal 2020 diverrà direttore della Toronto Symphony Orchestra. Il suo repertorio, che spazia dalle classiche opere settecentesche fino ai più recenti lavori delle sette note, si è arricchito negli spazi di Place de l’Europe, in quella Filarmonica che in meno di cinque anni ha ospitato 3.500 eventi musicali.

Non solo musica ma anche eleganza degli spazi: l’edificio, ampliato da Christian de Portzamparc nel 2005 con un design moderno ma fortemente elegante – è contraddistinto da ben 823 colonne che sostengono uno spazio quasi trasparente – è l’esempio di quell’apertura alle culture che può oggi ospitare tanti spettatori diversi.

Ad esibirsi nella Filarmonica di Lussemburgo è stato anche Francesco Tristano, uno dei pianisti di maggior rilievo della storia musicale contemporanea. Non solo musica classica, con una forte attenzione alla produzione di Johann Sebastian Bach, ma anche una contaminazione eterogenea con la musica moderna ed elettronica, a dimostrazione del dialogo che intercorre tra generi, persone ed espressioni nella musica.

Lo stesso dialogo che è fulcro del mondo gastronomico, dove ingredienti e ricette provengono da ogni parte del mondo e si incontrano con successo. È il caso di Illario Mosconi, che vive in Lussemburgo dall’età di 13 anni. Il cuoco italiano, i cui ingredienti provengono al 90% dal Bel Paese, si è dapprima formato a Milano fino alla decisione di aprire nel 1986 un ristorante, insieme alla sua Simonetta, a Esch-sur Alzette dal curioso nome Domus.

Da lì l’esperienza si è trasferita nel distretto di Grund nella Città di Lussemburgho e oggi prende il nome di Ristorante Mosconi, premiato con una stella Michelin e appartenente alla catena Relais & Châteaux.

Il Lussemburgo è un luogo che, nonostante le dimensioni ridotte, riesce a catturare l’interesse e la passione dei viaggiatori con le sue molteplici sfumature. Per scoprirlo al meglio raggiungilo dall’Italia con i voli di Luxair, che partono ogni giorno dai principali aeroporti del Paese.