La gioia di ogni momento, la bellezza di una terra incontaminata: quando pensiamo alla Repubblica Dominicana la mente si riempie di immagini gaudenti, che ispirano subito allegria e bellezza. Non è un caso che, nel 2016, l’UNESCO abbia riconosciuto come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità il Merengue, ritmo musicale tipico dell’isola di Hispaniola. I dominicani amano la loro musica, e la inseriscono in ogni momento della quotidianità come elemento di “aggregazione e pacificazione sociale”, come ha ricordato Francisco Javier Garcia, ministro del turismo della Repubblica Dominicana.

Questo ritmo musicale, sul quale gli isolani si lanciano in appassionanti e scatenati balli – conoscere i passi di salsa, merengue e bachata è quasi come un secondo alfabeto – nasce tra il XVII e il XVIII secolo, grazie alle influenze culturali che provengono dalla Spagna (per motivi coloniali) e dall’Africa (a causa della tratta degli schiavi), e che si mescolano ai ritmi autoctoni. In origine vi sono il cuatro, la guira e il tamburello, strumenti a corde e percussione che scandiscono i ritmi della musica dominicana.

Oggi, influenze elettroniche a parte, è ampiamente usato il basso, il pianoforte, la fisarmonica e il sassofono. Molti di questi strumenti sono suonati da artisti di fama mondiale, come Johnny Ventura, Wilfrido Vargas ed Eddy Herrera. Le migliori esibizioni sono quelle spontanee, magari quando il sole è già tramontato, ma il Festival del Merengue di Santo Domingo (luglio) è un momento unico per lasciarsi conquistare da queste interpretazioni o il festival jazz a Puerto Plata e Santiago (novembre).

Non solo merengue, ovviamente: pensiamo ad esempio alla bachata, che alcuni anni fa salì agli onori delle classifiche musicale grazie al gruppo Aventura. Una vera passione globale per questo genere, “modernizzato” rispetto al bolero a corde originario, che accompagna a interessanti composizioni musicali una passione sensuale che le coppie esprimono attraverso le mosse di danza. Per chi non rinuncia a scoprire qualcosa di nuovo, da scoprire il ritmo travolgente del Son, una musica ispano-africana originaria di Cuba ma importata nella Repubblica Dominicana già a fine Ottocento.

Nella capitale, chi passeggia sul Malecon (il lungomare) difficilmente potrà rimanere insensibile ai ritmi della musica locale: si balla ogni sera, in maniera piacevolmente spontanea, mentre ogni domenica si esibiscono Los amigos de Bonyé, che animano la zona delle rovine del Monastero di San Francesco dando vita a una festa di popolo, di luci e di danza.

La musica è una delle espressioni più riconosciute e diffuse della cultura, un elemento ricorrente in ogni viaggio dominicano che si rispetti.

Articolo a cura di Stefano Maria Meconi