A meno di 200 chilometri da Santo Domingo, la penisola di Samanà e le sue bianchissime spiagge accolgono ogni anno le famiglie a caccia di una vacanza “a misura di bambino”.

Spesso la scelta di una destinazione per le vacanze che possa accontentare tutti è difficile. Soprattutto quando si viaggia con i bambini al seguito, è importante considerare numerosi fattori che rendano le ferie appetibili, facili e soprattutto godibili. A soli duecento chilometri a nord di Santo Domingo, la capitale della Repubblica Dominicana, la risposta giusta è Samanà.

Una città, ma anche una baia e una penisola che si caratterizzano per la grande vastità di paesaggi – urbanistici e naturali allo stesso tempo – e che rendono questa una delle destinazioni turistiche più amate dell’isola di Hispaniola. Soprattutto, l’ambiente di Samanà e dintorni è ispirato al rispetto e la valorizzazione sostenibile della natura: lo dimostra la scelta di Paraiso Caño Hondo, un resort 100% green con piscine naturali, cascate e camere immerse nel rigoglioso Parque Natural de Los Haitises.

Nel parco, che ospita una delle più estese paludi di mangrovie della zona caraibica, si trovano numerose grotte e anfratti da visitare all’insegna della speleologia, dell’escursionismo oppure con l’ausilio di piccole imbarcazioni, ove possibile. Per quelli che invece trovano l’avventura decisamente poco invitante, non c’è niente di meglio di una giornata sulla spiaggia di Cayo Levantado, lido particolarmente amato dai turisti dove concedersi un brindisi a base di rum o punch alla frutta, anche se non mancano bevande analcoliche adatte a chi non beve e ai bambini.

Se a Cayo Levantado si giunge tranquillamente in motoscafo, con il catamarano si può invece visitare Cayo Farola, meno frequentata e dunque ideale per apprezzare la meraviglia naturale del luogo.

Si rimane invece “con i piedi per terra” a Samanà, tranquilla cittadina con alcune chicche tutte da scoprire, come il Museo delle Balene (ogni anno arrivano in città oltre 50.000 persone per l’avvistamento delle megattere, generalmente nel periodo tra metà gennaio e fine marzo) o La Churchua, una chiesa lignea costruita originariamente nel Regno Unito, smontata, trasportata oltreoceano e qui ricostruita dagli schiavi afroamericani nel corso del XIX secolo. Si può visitare la città a piedi, godersi un giro in jeep per raggiungere gli angoli meno agevoli oppure abbandonare l’atmosfera urbana per arrivare a piedi (o a cavallo) verso le cascate di El Valle ed El Limon.

Sempre El Valle offre un’opportunità davvero da brivido per chi cerca sempre qualcosa di insolito da fare in vacanza: le ziplines. Quella di Samanà – El Valle sorprende con la 13° stazione, quella di Lulù, durante la quale si attraversa una cascata. La Dominican Republic Runners, invece, arriva a El Limon con ben venti tappe intermedie.

Tornando in città (raggiungibile in nave, tramite l’Aeropuerto internacional El Catey oppure in automobile da Santo Domingo tramite l’Autopista Nagua-Samaná) vale la pena visitare anche il Museo dei Tainos, dedicato all’omonima tribù indigena e passeggiare su Avenida de la Marina, un punto invidiabile per catturare in foto l’essenza della Repubblica Dominicana.

Altre mete da ammirare? La Playa Las Terrenas – ricca di hotel e di punti di ritrovo gestiti da persone di tante nazionalità differenti – e Pueblo de los Pescadores, destinazione ideale per assaggiare l’ottima cucina locale. Merita una piacevole passeggiata La marina di Puerto  Bahia nella zona nord della baia di Samanà, un centro residenziale che ospita ottimi ristoranti e hotel, mentre chi vuole godersi la vita notturna, magari lasciando per un po’ i bambini a riposarsi, Las Galeras è ricca di locali e ristoranti dove mangiare, bere e scatenarsi al ritmo della musica dominicana.

Articolo di Stefano Maria Meconi