Il turista sportivo ricerca nell’organizzazione di una vacanza, breve o lunga che sia, luoghi in grado di emozionarlo e restituirgli la suggestione di un territorio dove collezionare picchi di adrenalina. Sicuramente è una descrizione che ben si adatta alla Repubblica Dominicana, paradiso caraibico dove incontrare una natura incontaminata e tropicale, fitta quanto basta e adatta a innumerevoli attività: sport outdoor e acquatici, scalate, percorsi guidati e tanto altro ancora.

Chi ama confrontarsi con le onde troverà a Los Patos di Barahona, spiaggia celeberrima per i turisti che giungono sull’isola di Hispaniola, pane per i suoi denti. Grazie alla particolare esposizione, il mare non è mai davvero calmo, e i surfisti la eleggono a destinazione preferita generalmente nel periodo primaverile-estivo.

Se si sceglie la parte nord dell’isola non si può che puntare verso nord a Cabarete, dove la ventilazione da levante soffia a una media di 20 nodi.  Non solo mare: l’isola è ricca di torrenti, cascate e fonti naturali dove la trasparente e cristallina acqua scava scenari davvero emozionanti. Come nel caso delle cascate di Damajagua nella provincia di Puerto Plata, ben ventisette salti d’acqua con altezze massime di 13 metri, amate da chi pratica torrentismo, rafting e kayak.

Un po’ come avviene, del resto, anche a Yaque del Norte, tra i fiumi più estesi in lunghezza dell’intero arco isolano caraibico. Altre mete per gli amanti del kayak sono i fiumi Jamao e Yasica, il Canyon de Arroyo Frio o l’intera provincia di Espaillat, soprattutto Jamao al Norte. Scoprire le bellezze naturali di Samanà, quale il Salto del Limon o il Parque natural de Los Haitises, ci mette davanti a una natura di autentico splendore, dove si incrociano biodiversità e testimonianze della presenza di antiche civiltà precolombiane.

Meno “estremi”, ma sicuramente non privi di suggestioni interessanti sono le escursioni a cavallo sulla costa di Puerto Plata, organizzate dal Rancho Lorilar, che mette a disposizione i suoi puledri per passeggiate in sella dedicate anche ai meno esperti, ma anche quelle lungo il Yasica oppure il celebre Sendero de Los Tinajones, da abbinare alle degustazioni guidate di specialità culinarie dominicane, all’insegna delle bontà creole. Chi vuole confrontarsi con l’attualità, e con lo spettacolo di luoghi in continuo mutamento, non può perdere la possibilità di scalare il Pico Duarte, oltre tremila metri dai quali lo sguardo spazia a 360 gradi sui Caraibi.

Quando si giunge in questi luoghi, ci si accorge della ricchezza e della vastità del patrimonio naturale che ci circonda. Mete straordinarie, ma sospese in un fragile equilibrio tra la tutela e i rischi legati al cambiamento climatico. Ecco perché la sensibilità ambientale e la riduzione della carbon footprint costituiscono un elemento di rilievo anche nel turismo della Repubblica Dominicana. Ce lo dimostrano le esperienze turistiche della provincia di El Seibo, lontane dai tradizionali itinerari vacanzieri di massa ma non per questo meno interessanti. Qui tutto è studiato in modo da essere quanto meno impattante per la natura, dagli alloggi – spesso immersi tra fiumi, boschi e cascate – ai percorsi di viaggio.

Che sia la terrazza panoramica naturale della Montaña Redonda (lett. la montagna rotonda), le vette di Miches o gli spazi naturali delle Lagunas Redonda y Limon, è difficile non innamorarsi del verde che punteggia tutto il territorio dominicano, inframmezzato da corsi d’acqua a carattere torrentizio, baciato da uno splendido e mite sole e ricco di sorprese.

Come Terranova Ranch, una struttura a impatto ambientale zero, volta alla promozione di un turismo responsabile, anche tramite il sostegno all’artigianato e all’agricoltura locale. Qui sarà possibile mangiare solo piatti da materie prime locali, le stesse usate per realizzare arredi, souvenir e non solo.

Articolo a cura di Stefano Maria Meconi