Durante il nostro viaggio di Tarallucci e Puglia, abbiamo avuto l’opportunità di visitare luoghi spesso molto diversi tra di loro: i borghi di Galatina e Presicce, le città di mare come Gallipoli e le grandi mete turistiche come Lecce, ma poche somigliano a Otranto.

È a lei, oltre che a Ostuni, che è dedicato questo nostro quarto (e penultimo) giorno di esperienza pugliese. Sveglia di buon’ora e, salutata la splendida Presicce che ci ha accolto e conquistato con i suoi scorci, muoviamo in direzione nord-ovest, verso il punto più orientale d’Italia.

Prima tappa di giornata, le cave di bauxite. Si tratta di un ex complesso industriale che, dai primi anni Quaranta e fino agli anni Settanta, ha permesso l’estrazione di questo minerale, fondamentale nella produzione di alluminio, che ha sostenuto sia l’industria bellica che il recupero economico degli anni Cinquanta e Sessanta.

Il complesso naturale, che è oggi pressoché privo di edifici o insediamenti urbani (a eccezione di un parcheggio), ha visto il verde riconquistare i suoi spazi a beneficio dell’occhio del visitatore, che qui può ammirare degli scorci unici.

Dove la Puglia sembra Marte

Uno scorcio sul mare e sui boschi che “abbelliscono” le cave di bauxite a Otranto

Le cave di bauxite a Otranto sono un luogo diverso. Diverso dal resto del Salento, diverso forse da tanti altri luoghi in Italia e nel mondo.

Possiamo definire tre ambienti in questo spazio: il mare, che spazia sulle coste adriatiche e sul quale, nelle giornate più limpide, appaiono in lontananza le coste balcaniche.

boschi, ricchi scenari di latifoglie e conifere mossi dal costante vento che spira su queste coste, il cui colore verde intenso colpisce lo sguardo e cattura l’attenzione.

La terra, di un colore rosso intenso che si attacca alle suole e rende, a tratti, difficoltoso il cammino. 

Insieme, questi tre ambienti fanno di un’escursione un appuntamento irrinunciabile, nel quale ci si ritrova a scattare una miriade di fotografie, dalla bella caletta dove due turisti si concedono all’abbronzatura fino a un pastore che, con il suo rumoroso gregge, si ferma per salutare i visitatori del momento con la solita, calda accoglienza meridionale.

Otranto, una città che vale

La Cattedrale di Otranto con i suoi straordinari interni

Schiacciata dalla fama di Lecce e dal fascino giovanile di Gallipoli, Otranto riesce a conquistare una dimensione turistica meno caotica, che si rivolge a turisti vogliosi di una scoperta calma.

Accedere al centro storico significa sorpassare le mura delle antiche fortificazioni, entrando in una dimensione urbana fatta di saliscendi, palazzi ben conservati e l’immancabile pletora di negozi turistici, che comunque riescono a coniugare l’esigenza commerciale con quella di conservare intatta la promozione delle eccellenze locali.

Ci si ritrova così a curiosare tra l’oggettistica in pelle, i tessuti lavorati a mano e le bontà enogastronomiche di un territorio ricco sotto molti punti di vista.

Camicia bianca, abiti leggeri e l’immancabile cappello in paglia: il turista otrantino si destreggia tra piazzette e monumenti, senza lasciarsi scappare la storica Cattedrale, sulla quale trionfa un tetto a cassettoni dorati di grande impatto scenico.

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Il reportage è curato da Stefano Maria Meconi. Il materiale fotografico è curato da Anna Fracassi.