Pur con un cospicuo ritardo rispetto al programma (no, le quasi sette ore di ritardo dell’aereo non le avevamo proprio previste!), è cominciata la prima giornata di questo Tarallucci e Puglia. Giunto a Bari, mi accoglie un sole lievemente velato, come fosse timido di mostrarsi in tutta la sua capacità.

Nelle lunghe ore trascorse a Fiumicino ho percepito subito il carattere dei pugliesi miei compagni di viaggio: caldo, gioviale, di una cordialità pura e sincera che abbatte le frontiere e sembra ricordarmi quell’infanzia fatta di giochi di cortile, merende di quartiere e sentimenti veri e vari.

All’arrivo a Bari mi attende la mia compagna di viaggio, Anna. Lei, che è arrivata fortunatamente prima di me (molto prima di me!), invece di farmi un cenno di saluto o semplicemente attendermi, inizia a sbracciarsi con allegra furia, e dopo avermi dato un ideale benvenuto in quella terra che pure non è nostra, mi porge un pegno della sua mattinata barese: la focaccia. Se Tarallucci e Puglia deve essere, tanto vale iniziare a degustare tutte le bontà di questa terra!

Focaccia barese
La tipica focaccia barese: un impasto soffice, coperto da un generoso strato di pomodori

E dopo un’intera mattinata in attesa, è proprio quello che ci voleva: un impasto fresco e morbido, ammantato di pomodori, il modo che ha la Puglia per darmi il suo benvenuto, e che benvenuto!

Pochi minuti e si avvicina Giacomo, polignanese DOC con la sua macchina scura ed elegante, che in questi giorni diverrà non solo il nostro accompagnatore, ma quasi un amico: sfrecciando sulle strade pugliesi, che tagliano due ali di uliveti, frutteti e campi coltivati giungiamo presto nella sua Polignano a Mare, nella quale fugacemente ammiriamo il grandioso spettacolo di Lama Monachile, non prima di aver salutato idealmente Domenico Modugno, efficacemente rappresentato in una statua che celebra il più illustre dei polignanesi.

Il nostro programma ci porta alla scoperta di alcune eleganti masserie immerse nella campagna, ed è nella prima che carpiamo la capacità catartica di questi luoghi.

Masserie a Monopoli
Le masserie intorno a Monopoli abbinano sapientemente elementi naturali e urbani, regalando panorami di rara bellezza

Da locale di lusso, infatti, la masseria è ora sede occasionale di feste e celebrazioni. Tendaggi rossi, come il colore delle mura, si alternano a decadenti ma tenaci architetture, forti e indissolubili come la gente di Puglia. Un gatto nero, dal pelo un po’ trascurato ma avvezzo alle carezze, mi saluta con un miagolio delicato. Sembra come se la natura, dalle nubi che stemperano il clima estivo agli animali tutt’intorno, si siano preparati su una sorta di palcoscenico ideale per farci ammirare tutto il bello di questa regione.

Qui è tutto un perdersi tra gli ulivi secolari, ammirando costruzioni antichissime e sorprendendoci della vitalità silenziosa di questo luogo. Un cammino sterrato che ci porta prima a una torre, poi una casa, poi ancora un frantoio ipogeo in cui è dipinta una Sacra Famiglia circondata dai santi, segnata dal tempo ma ancora perfettamente ammirabile nella sua bellezza.

Cena Monopoli
La prima cena in Puglia è a base di specialità di pesce, servite con sapienti abbinamenti agli ingredienti di terra dell’Alto Salento

Arriviamo così al mare, a Monopoli, a quel porto vecchio dove esperti pescatori scaricano il frutto del loro lavoro e lo vendono a gente in attesa, chi di mangiare, chi di vedere, chi come noi di respirare il salmastro profumo di una cassetta di bontà varie venduta a pochi euro.

Questo angolo di Puglia si illumina di un candore tiepido, mentre la serata si fa fresca e ventosa. I vicoli, curati all’inverosimile, brulicano di una folla che vuole mangiare, assaporare, conoscere e vivere compartecipando a questa che sembra, a tutti gli effetti, una recita teatrale magistralmente interpretata.

Dinanzi a un menu ben confezionato di fresco pesce termina la nostra prima giornata. Un po’ faticosa, ma indiscutibilmente interessante.

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Il reportage è curato da Stefano Maria Meconi. Il materiale fotografico è curato da Anna Fracassi.