Monopoli al risveglio perde l’allure di festa che caratterizza la sua serata, ma si veste di una serafica calma, e lo fa ammantata da nubi cariche di pioggia, un vento fresco e fuori stagione e una luce tiepida, lieve ma adatta a rischiarare le sue bellezze.

Macchina fotografica al seguito, decido di incamminarmi di buon mattino verso le stradine che, fino a qualche ora fa, pullulavano di una moltitudine vacanziera proveniente da ogni parte del mondo.

Lo faccio in compagnia di me stesso e del piacevole silenzio di una città ancora dormiente, che inizia a destarsi nei volti sparuti che incontro tra i vicoli candidi. Il profumo della salsedine, le gocce di delicata pioggia accompagnano le prime luci di questo secondo giorno pugliese.

Biscotto di Ceglie Messapica
Il biscotto di Ceglie Messapica è realizzato oggi grazie alle mandorle del territorio, una produzione recuperata all’insegna della valorizzazione delle eccellenze dell’agricoltura locale

Lo iniziamo con un rapido trasferimento con il quale, lasciandoci alle spalle la vivace Monopoli, arriviamo sotto una fitta pioggia a Ceglie Messapica, ma non prima di aver ammirato da vicino la candida Ostuni, con le sue architetture che sembrano un castello delle fiabe traslato nel mondo del reale.

Entriamo di soppiatto in una pasticceria apparentemente anonima, e veniamo accolti dalla dicotomia di una giovane signora e un uomo diversamente giovane che, nonostante il nostro settentrionale e largo anticipo ci accolgono come graditi ospiti nella loro limpida casa del dolce e del gusto.

Ingredienti di una volta, mandorle recuperate alla mercificazione del mercato mondiale e confetture realizzate con amore materno passano sotto le mani esperte di questa donna, mentre l’altro ci racconta curiosità e ricette, scusandosi per ogni sua mossa.

Panino di Ceglie Messapica
Tonno, capperi, mortadella e provolone sono gli ingredienti del panino di Ceglie Messapica, una golosità nata quasi per caso nel secondo dopoguerra

Dopo aver degustato tutte le prelibatezze della pasticceria Francesco, il goloso custode della tradizione Cegliese, ci accompagna in salumeria, dove assaggiamo non uno, non due, ma ben tre panini! È dal 1950 che tre generazioni di salumieri, per accontentare gli operai prima e i vacanzieri diretti al mare poi, si succedono nel riempire un pane morbido e leggero con mortadella, provolone stagionato, tonno e capperi.

Un abbinamento apparentemente indicibile, ma che ci conquista con la sua costruzione, strato dopo strato e morso dopo morso.

Cediamo anche alla tentazione di un brindisi, e siamo di nuovo in marcia. La direzione è Lecce, ma decidiamo prima di deviare verso Manduria, patria di quel Primitivo che è principe alla corte dei vini pugliesi.

Panino Ceglie
A Ceglie Messapica la tradizione del panino unisce elementi del territorio e combinazioni innovative

Un affaccio rapido, come il vento che ci accompagna, e via spediti verso la perla del Salento. Qui si nota la grande accoglienza  turistica del Salento, con le sue file davanti gli spacci di prelibatezze locali, e la centrale piazza trasformata in una simpatica rimessa di genti.

Fuggiamo la folla e ci rifugiamo in un bar tradizionale, dove scopriamo il caffè leccese, una base di ghiaccio e latte di mandorla a cui si unisce un espresso: bontà non per tutti, ma un souvenir di sapore da provare.

Viriamo infine verso la nostra Tenuta, uno scrigno seicentesco perfettamente conservato in un’oasi di ulivi: se c’è un Eden da queste parti, l’abbiamo trovato noi!

Continua il viaggio su viaggiareinpuglia.it.

Il reportage è curato da Stefano Maria Meconi. Il materiale fotografico è curato da Anna Fracassi.