Dopo una piacevole (ma piacevole sarebbe dir poco) serata a base di pesce e chiacchiere, ci addormentiamo cullati dal vento che soffia in questo angolo verde alle porte di Lecce.

Il risveglio, mattiniero come sempre, è accompagnato da un clima incerto, con qualche goccia d’acqua qua e là. Ci aspetta una giornata con ben tre città da visitare: Galatina, Gallipoli e Presicce.

Stiamo proprio #rotolandoversosud, e lo percepiamo subito da tutta una serie di fattori: la temperatura è più alta, il mare inizia a fare capolino anche dalle statali, e la cucina assume i connotati tipici del Salento.

Prima tappa Galatina, una perla del Barocco nella quale, prima di assaggiare il celeberrimo pasticciotto, decidiamo di concederci una passeggiata nel centro storico, aiutati da una breve pausa della fitta pioggia che ci aspetterà poco dopo.

Dapprima rimaniamo rapiti dalle navate riccamente affrescate della Basilica di Santa Caterina d’Alessandria: senza dubbio è una delle chiese più straordinarie d’Italia, ma forse non è così conosciuta come merita. La Chiesa Madre, sul cui sagrato sono in corso i preparativi per la festa patronale (le luminarie con i loro candidi archi ce lo segnalano per bene), è elegante nella sua imponenza, e ne scopriamo le bellezze tanto all’interno quanto all’esterno.

Pasticciotto salentino
Pasta sfoglia e crema pasticcera: sono loro gli ingredienti del “pasticciotto”, forse il dolce più rappresentativo (e conosciuto) di tutto il Salento, e del quale Galatina conserva la tradizione originale

Pochi passi, e ci accoglie la famiglia Ascalone, che ormai dal 1745 porta avanti i segreti della pasticceria a Galatina, e dagli anni Cinquanta – per un curioso quanto fortuito sbaglio – è la depositaria della vera ricetta del pasticciotto salentino: uno scrigno di pasta sfoglia, dalla forma a barchetta, riempito di crema pasticciera freschissima e fatto cuocere fino a dargli una lieve bruciacchiata. È questo, secondo il nostro sorridente anfitrione, il segreto di tanto successo.

In questa pasticceria che sembra quasi una sartoria o una gioielleria di inizio Novecento, tra vetrine in legno massello, lampadari luccicanti ed editti vittoriani, si consuma un’accoglienza prettamente meridionale, fatta da un susseguirsi armonico di saluti, ringraziamenti e cortesie.

Un elegante signore, il cui primogenito è di lì a sposarsi, chiede la cortesia di un video di auguri, che il pasticciere realizza recitando una poesia di buoni auspici, tenendo in mano proprio quel pasticciotto che è simbolo dell’autentica dolcezza salentina.

Pesce fresco al porto di Gallipoli
All’arrivo nel porto di Gallipoli è impossibile sottrarsi al rito del pesce crudo: tra vongole, gamberi e ostriche ogni assaggio è una esplosione di profumi e sapori

Lasciamo questa bella cittadina e, in meno di un’ora, ci ritroviamo lungo il mare di Gallipoli, che da subito mette in mostra tutta la sua bellezza. La scopriamo partendo, ovviamente, dal mercato del pesce, dove la nostra attenzione è destata da alcuni pescatori che ci invitano ad assaggiare le loro bontà fresche, anzi freschissime: ostriche, vongole e gamberi sono rigorosamente crudi, pescati solo poche ore prima, e sprigionano una serie di aromi e di sapori che sono un’esplosione salina sul palato.

È veramente presto per la prossima tappa, e allora ci fingiamo per un paio d’ore turisti in vacanza, curiosando tra le vetrine che propongono tanti prodotti di qualità, tra le mille declinazioni dei taralli e i prodotti in cuoio salentino, che qui è lavorato con garbo e modernità, ma sempre nel rispetto della tradizione.

Consumiamo un veloce, ma incredibilmente goloso pranzo a base di polpo fritto e seppie scottate alla griglia, accompagnando il tutto con del fresco Chardonnay, e ci rimettiamo in viaggio, alla volta della “capitale dei frantoi ipogei”, Presicce appunto.

Presicce
A Presicce, la città dei frantoi ipogei, l’idea del cibo da strada è declinata in maniera molto originale

Quello che ci aspettiamo di visitare è un borgo fortemente caratterizzato dalla sua storica produzione oleare, ma quello che troviamo è un borgo di arte, stile e scorci di rara bellezza, tra palazzi ben conservati e decadenti scorci che conservano una magia speciale.

Ci concediamo il “lusso” di una visita guidata e, insieme a un gruppo numeroso ed eterogeneo, giriamo tra i rioni di questo angolo del Salento dove, da almeno quattro secoli, la lavorazione delle olive rappresenta un fulcro dell’economia e un elemento che stratifica storia, cultura e scoperta.

Dalle chiese barocche a questi frantoi scavati nel calcare a decine di metri di profondità, ammiriamo Presicce convinti che, forse, meriterebbe ancora più fama, e concludiamo così il nostro terzo giorno tra saperi e sapori di Puglia.

Continua il viaggio su viaggiareinpuglia.it.

Il reportage è curato da Stefano Maria Meconi. Il materiale fotografico è curato da Anna Fracassi.