Il quarto e penultimo giorno della nostra avventura nel cuore della Puglia ha il sapore di un arrivederci che inizia ad avvicinarsi: per tre giorni siamo scesi sempre più a sud, con tempo variabile ma con una grande costante: la calorosa e sincera accoglienza di questa regione che entrerà nella top 10 personale dei luoghi del cuore.

Dobbiamo fare un bel percorso, soprattutto in termini di distanza, per iniziare la risalita verso bari, fermandoci però, lungo il percorso, alle porte della Città bianca, Ostuni.

Ripartiamo salutando Presicce che ci ha accolti, stupiti e sorpresi e ci dedichiamo a una prima parte della nostra mattinata interamente naturale, raggiungendo le vicine cave di bauxite, che segnano il confine ideale tra il Salento più incontaminato e la viva Otranto.

Cave di Bauxite, Otranto
Le cave di bauxite, alle porte di Otranto, mostrano l’incredibile bellezza di una natura dall’aspetto “marziano”

Questi luoghi dalla bellezza sorprendente si caratterizzano per il rosso intenso della terra, ricca di minerali ferrosi, che lascia sulle suole una inconfondibile traccia scura, ma aprendosi in scenari di rara bellezza. Il mare che si infrange sulla costa rocciosa con forza, il profumo inebriante della salsedine, il vento forte che spazza e rinfresca un finalmente caldo e intenso sole.

Tra salite e discese a tratti ripide troviamo il famoso laghetto, circondato da una cresta di pietra rossa sgretolante, e ci accorgiamo finalmente della bellezza di un paesaggio che sembra come uscito da Marte.

Giacomo, il nostro autista che ormai è diventato quasi un amico, ci porta lestamente verso Otranto quella urbana, brulicante di vita e di turisti. Ci aspetta una lunga passeggiata tra antiche architetture medievali, piccoli e stretti vicoli dove concedersi del sano shopping salentino e, più in generale, una mattinata dove il cibo passa in secondo piano e torna di piena attualità l’idea di turismo a 360 gradi che è tipica di questo territorio sempre più amato dai turisti italiani e internazionali (e proprio di questi ultimi ne incontriamo, infatti, tantissimi).

Otranto
Affollata anche nel pieno della settimana lavorativa, Otranto mostra la sua bellezza turistica sotto una giornata finalmente dal sapore d’estate

Un paio d’ore sono sufficienti per inebriarci della bellezza di questa bella cittadina, ai confini estremi dell’Oriente d’Italia. Con il tempo che, sommessamente, inizia a imbrunire, siamo finalmente pronti a ripartire verso nord.

Percorriamo a ritmo rapido, ma senza dimenticarci di ammirare lo scorrere mosso dell’Atlantico, i circa 150 chilometri che ci separano da Ostuni, e arriviamo infine in questo angolo immerso in un lunghissimo oliveto, dove ci aspetta qualche ora di relax, e di riorganizzazione delle idee, prima della serata ostunese a base di specialità locali.

Dopo esserci concessi una pausa pomeridiana nella nostra ultima tappa intermedia, una masseria ben conservata immersa in un verde uliveto, è ora della nostra avventura serale a Ostuni, che scopriamo sotto un caldo sole, ideale contraltare a quella fitta pioggia sotto la quale l’avevamo vista – ma solo di sfuggita – solo due giorni prima.

Ostuni
La cena ostunese è un susseguirsi di bontà locali, bagnate da buon vino e condite da una piacevole atmosfera familiare

Le eleganti architetture barocche, l’imponenza dei palazzi e il susseguirsi armonico delle stradine ci portano fino a “casa” di Melina, una signora che interpreta la cucina con “la stessa gelosia che ci vuole per il proprio marito”. E lo fa utilizzando materie prime di qualità estrema in una serie di ricette presentate con garbo, ricche in gusto e in bellezza, dove la sazietà arriva, ma non si impone: quella di Melina è la cucina della tradizione ma eseguita con la stessa eleganza di un direttore d’orchestra navigato, con gli ingredienti che creano, all’unisono, una sinfonia di sapori irripetibile.

Ci racconta piatto per piatto la sua passione, la sua cucina e i suoi ingredienti e, alla fine della degustazione (ma che ha il sapore di una vera e propria cena), non possiamo esimerci dall’abbracciarla e ringraziarla per aver permesso a questi due (anzi, tre) sconosciuti di entrare, pur in punta di piedi, nel suo mondo e nel suo regno.

Una lieve brezza accarezza queste colline pugliesi nell’ultima serata di #tarallucciepuglia prima del rientro, e già la nostalgia canaglia inizia a farsi viva.

Continua il viaggio su viaggiareinpuglia.it.

Il reportage è curato da Stefano Maria Meconi. Il materiale fotografico è curato da Anna Fracassi.