Terre Ospitali: dietro questo nome benaugurante si cela una ricca rete di stakeholder che si uniscono per promuovere il sistema ricettivo e di accoglienza della zona dei Castelli Romani, alle porte della Capitale.

Gli obiettivi sono molteplici: favorire una migliore (e maggiore) presenza turistica e operare per promuovere le eccellenze del comparto enogastronomico, in un territorio caratterizzato dall’abbondanza delle materie prime e dei lavorati.

Che sia il vino, vero tesoro di questi comuni, oppure la produzione dolciaria, passando per la ristorazione e il turismo culturale l’obiettivo di Terre Ospitali è proprio di favorire la trasmissione di una ricca tradizione di qualità, che oggi si esprime puntando all’eccellenza, portando nel presente i tesori del passato e mettendo sotto i riflettori tutto il buono dei Castelli.

Del resto, parliamo di un territorio che nell’immaginario comune è da sempre associabile con la buona tavola: basti pensare alle fraschette, luoghi dove piatti generosi e vino rinfrancano anche il viaggiatore più esausto; alla norcineria, tradizione legata all’immancabile porchetta di Ariccia ma anche a salumi, prosciutti e altri lavorati.

Come dimenticare poi i dolci tipici di questa zona, a iniziare dal Giglietto di Palestrina, passando per le Ciambelle degli Sposi di Rocca di Papa e la Pupazza di Frascati.

Il patrimonio storico-archeologico delle Terre Ospitali è ben evidente nel Museo Archeologico di Palestrina, che si apre davanti al complesso monumentale del Tempio della Fortuna Primigenia, oppure nelle rovine dell’antica città di Tusculum.

Qualsiasi sia la ragione di una vacanza, lunga o breve, ai Castelli Romani e Prenestini ecco che troviamo l’occhio attento di Terre Ospitali come guida preziosa nei nostri passi in una terra che, lo dice il nome stesso, è davvero ospitale.